Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, con Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia (Ansa)
La crisi energetica torna al centro dell’agenda europea, con l’Italia che chiede un intervento deciso di Bruxelles per contenere l’impennata dei prezzi prima che gli effetti si scarichino completamente sull’economia reale. A rilanciare l’allarme è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto all’Eurogruppo e all’Ecofin, sollecitando l’Unione europea ad adottare “misure straordinarie sull’energia, come quelle di quattro anni fa”. L’obiettivo, ha spiegato, è fermare l’aumento dei prezzi prima che si riversi sui beni di consumo e sul potere d’acquisto delle famiglie.
Nel suo intervento, ricostruito da Niccolò Magnani su IlSussidiario.net, il titolare del Tesoro ha evidenziato come i rincari energetici rappresentino un rischio concreto per la competitività delle imprese europee e per la stabilità economica del Vecchio Continente: l’Italia, in particolare, risente della forte dipendenza energetica e della centralità della manifattura, settori che richiedono grandi quantità di energia.
Secondo Giorgetti, misure nazionali come le accise mobili sui carburanti possono offrire solo un sollievo temporaneo e rischiano di pesare sulla spesa pubblica senza risolvere il problema strutturale, per questo il governo italiano insiste su una risposta coordinata a livello europeo, capace di contenere la speculazione sui prezzi e garantire maggiore stabilità ai mercati. Le tensioni in Medio Oriente e le ripercussioni sul mercato del petrolio rendono l’urgenza ancora più evidente: senza un intervento sistemico dell’Ue, avverte il ministro, il caro energia rischia di tradursi in inflazione persistente e in una nuova fase di debolezza economica per l’Europa.
