Urusula von der Leyen con gli industriali ad Alden Biesen (Foto: ANSA-EPA/OLIVIER HOSLET)
Il caro energia torna al centro dell’agenda europea e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen si prepara a un piano d’emergenza con interventi mirati e misure straordinarie, senza però cambiare la linea strategica dell’Ue. Dalla lettera inviata ai leader europei emerge l’apertura di Bruxelles a una maggiore flessibilità sugli aiuti di Stato e a misure nazionali per ridurre il peso delle bollette, invece si esclude un ritorno al petrolio russo e una revisione radicale del sistema ETS.
La crisi attuale, aggravata dalla guerra in Iran, non è considerata una crisi di approvvigionamento ma di prezzi alti, per questo la Commissione invita gli Stati membri a usarestrumenti già disponibili: riduzione delle tasse sull’elettricità , sostegni alle imprese energivore e meccanismi temporanei per contenere i costi dell’energia.
Sul fronte del sistema ETS (Emission Trading System), vengono respinte le richieste di sospensione avanzate da alcuni Paesi, a partire dall’Italia: Von der Leyen lo ritiene uno strumento fondamentale per la transizione energetica e per garantire stabilità agli investimenti, d’altra parte è disponibile a lavorare a correttivi.
Un punto fermo resta invece la politica energetica verso la Russia: nessuna riapertura alle forniture di petrolio russo, confermando la linea finora portata avanti, cioè di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi dopo lo scoppio del conflitto ucraino. L’obiettivo della Commissione è duplice: contenere l’impatto immediato dei prezzi su famiglie e imprese, ma non compromettere il percorso di decarbonizzazione e l’autonomia energetica europea nel lungo periodo.
