Energia nucleare (Pixabay)
La Commissione europea apre a una revisione del sistema ETS, ma senza mettere in discussione l’impianto generale della politica climatica: la presidente Ursula von der Leyen ha annunciato un aggiornamento “rilevante” del meccanismo di scambio delle emissioni, per renderlo più sostenibile per le imprese e meno impattante sui prezzi dell’energia.
L’ETS, pilastro del Green Deal europeo, resta centrale nella strategia europea, ma verrà adattato alle nuove condizioni economiche e geopolitiche: Bruxelles punta a una versione più “soft”, introducendo maggiore flessibilità e strumenti per limitare la volatilità dei prezzi del carbonio, che negli ultimi mesi ha contribuito all’aumento delle bollette.
Tra le ipotesi allo studio ci sono interventi sulla stabilità del mercato delle quote, nuovi benchmark più favorevoli all’industria e un rafforzamento dei meccanismi di controllo dei prezzi. Inoltre, la revisione potrebbe includere proroghe delle quote gratuite per i settori energivori, una misura particolarmente rilevante per Paesi come l’Italia.
Invece, vengono respinte le richieste più radicali avanzate da alcuni Stati membri, tra cui la sospensione del sistema, perché la linea resta quella di correggere senza stravolgere, mantenendo l’ETS come strumento per guidare la transizione energetica e la decarbonizzazione industriale.
