L'Unione Europea (Foto: Ansa)
Intervenuto sulle pagine de ilSussidiario.net, il professor Massimo D’Antoni ha ragionato sull’andamento dell’economia UE a fronte di una crisi energetica che sembra essere sempre più pressante e – potenzialmente – destinata a peggiorare in modo rapido nel corso delle prossime settimane, affrontata con un attendismo che ha il sapore di “smarrimento dal punto di vista politico” dato che l’Europa non sembra intenzionata a reagire alla guerra scatenata in Iran dall’alleato statunitense.
Chiaro è – secondo D’Antoni – che restare in paziente attesa prima di reagire alla crisi per evitare che a rimetterci sia (nuovamente) l’economia UE è un atteggiamento scorretto, potenzialmente utile solo a “minare la credibilità dell’Europa rispetto al resto del mondo e anche rispetto alle proprie opinioni pubbliche”; oltre ad avvicinare tragicamente il rischio di incappare in una fase di “stagflazione” che, secondo il docente, è tutt’altro che da “escludere”.
Utile per evitare danni all’economia UE, in questa fase, potrebbe essere l’idea di sospendere il patto di stabilità , ricordando che durante il covid “con sorpresa per qualcuno, non determinò una compromissione permanente dei conti pubblici”, anticipando l’inflazione a beneficio soprattutto dei “debitori” e a discapito dei “bilanci delle famiglie”; oppure, ancora migliore potrebbe essere l’attivazione della “clausola di salvaguardia nazionale” prevista dalle nuove regole fiscali.
