Guerra Iran (Foto: Ansa)
Intervenuto sulle pagine de ilSussidiario.net, il direttore di AnalisiDifesa Gianandrea Gaiani ha ragionato sull’attualità sempre più allargata – soprattutto a causa degli attacchi da parte degli Houthi – della guerra in Iran, sulla quale ritiene essere tutt’altro che attivo il negoziato millantato da Trump: i proclami sulla pace, infatti, secondo l’analista vanno letti soprattutto nell’ottica dei suoi “interessi politici o finanziari”, ma la realtà sul campo è ben diversa e ci parla di “attacchi contro l’Iran [che] continuano”.
Per quanto riguarda il ruolo degli Houthi nella guerra in Iran, Gaiani ci tiene a precisare che – allo stato attuale – sembrano condurre soprattutto attacchi con un qualche “valore politico”, di per sé insufficienti a invalidare i colloqui tra USA e Teheran, ovviamente “ammesso che ci siano” davvero; mentre guardando all’accumulo di soldati da parte della Casa Bianca, l’analista ritiene che siano soprattutto utili “per prendere l’isola di Kharg”.
Certo è – prosegue Gaiani – che se l’obiettivo fosse veramente quello di conquistare l’isolotto al centro dello Stretto di Hormuz, si aprirebbe una “nuova fase” della guerra in Iran, riaprendo quel “fronte della lotta ai crociati che hanno messo piede sul sacro suolo dell’islam” che già giustifico – almeno, dal suo punto di vista – le azioni di Al Qaeda in Iraq nel 2003; con il “numero di base da riportare” negli USA che aumenterebbe molto rapidamente dato che i marines sarebbero “esposti quotidianamente” agli attacchi di Teheran.
