La base USA di Sigonella (Ansa)
Intervenuto sulle pagine de ilSussidiario.net, il generale Marco Bertolini ha ragionato sulle implicazioni del recente diniego da parte del ministro Crosetto all’uso della base militare di Sigonella per le operazioni statunitensi in Iran, tra l’ovvia ripercussione negativa che causerà sui rapporti con l’alleato USA e la possibilità che apra a una nuova fase per le relazioni con Teheran, specialmente se – esattamente come sembra – Trump dovesse decidere di abbandonare il Medio Oriente.
Da un lato, infatti, secondo Bertolini, il “No” da parte di Crosetto all’uso di Sigonella certamente “non fa piacere a Trump” e bisogna attendere di capire come e se il tycoon reagirà , fermo restando che nei confronti della Spagna – la cui posizione, comunque, era stata “molto più forte” della nostra – era arrivato a minacciare pesanti ritorsioni; mentre dall’altro lato, potrebbe anche rivelarsi una scelta strategica per “ingraziarsi gli iraniani (..) a guerra finita”, quando si dovrà tornare a trattare sui petrolio.
Al di là del tema di Sigonella, comunque, secondo Bertolini resta il fatto che, molto probabilmente, presto Trump dichiarerà di aver raggiunto i suoi obiettivi, anche se concretamente “non si sa quali siano”: nonostante l’eliminazione di Khamenei, infatti, “ce n’è un altro al posto suo” e gli Stati Uniti hanno “perso le basi nel Golfo” e la scelta del tycoon potrebbe essere letta soprattutto nell’ottica di “sondaggi non più così favorevoli” sulle elezioni di midterm e il conseguente “rischio impeachment” che correrebbe se perdesse la maggioranza nel Congresso.
