ChatGpt (Foto da Pexels)
In Florida è stata aperta un’inchiesta su OpenAI e ChatGPT per il ruolo che potrebbe aver avuto nella sparatoria dell’anno scorso nella sua università statale. Per gli inquirenti, il 20enne Phoenix Ikner che uccise due persone, e ne ferì altre, avrebbe usato l’intelligenza artificiale per cercare indicazioni su armi, munizioni e come agire. Dall’analisi dei dispositivi è emerso che avrebbe chiesto quale arma scegliere e il momento migliore per colpire.
Il procuratore generale della Florida, James Uthmeier, ha dichiarato che se ad aiutarlo fosse stato un essere umano, questa sarebbe stato incriminato. Ma OpenAI respinge le accuse: oltre a rimarcare di aver collaborato con gli inquirenti, ha chiarito che i contenuti cercati dal giovane erano già disponibili online.
Negli ultimi mesi, però, si sono moltiplicati i casi e le battaglie giudiziarie che mettono sotto accusa l’AI per il possibile ruolo sui comportamenti pericolosi, alimentando il dibattito, per cui a prescindere da come andrà, questa vicenda potrebbe rivelarsi un precedente importante.
