Trump all'inaugurazione del Board of Peace (Ansa)
Se ne parla già da parecchio tempo – addirittura dal suo primo mandato governativo -, ma negli ultimi mesi il tema della salute mentale di Trump è diventato sempre più presente nel dibattito pubblico statunitense e per la prima anche un gruppo di esperti ha deciso di esporsi, avanzando alcuni dubbi e – soprattutto – chiedendo che il tycoon sia sottoposto ad approfondi esami cognitivi per arrivare a una potenziale diagnosi.
Gli esperti, infatti, hanno usato le pagine del British Medical Journal per evidenziare una serie sempre più importante di campanelli d’allarme sulla salute mentale di Trump, notando apparenti sintomi come la tangenzialità (ovvero lo “spostamento da un argomento all’altro, con poche connessioni”), la disinibizione, evidenti errori linguistici e una crescente distraibilità ; sottolineando anche che la complessità dei dialoghi pubblici del tycoon è progressivamente diminuita dagli anni ’80 a questa parte.
Non solo, perché gli esperti parlano anche di “affermazioni sconnesse, difficili da seguire e talvolta blasfeme” da parte di Trump che vengono spesso associate alle malattie neurodegenerative e c’è anche ci ipotizza un sindrome di demenza frontotemporale: l’appello, comunque, è affinché il tycoon si sottoponga a tutti gli esami clinici del caso, evitando di lasciare un vuoto comunicativo che verrà riempito da dubbi, sospetti e – soprattutto – illazioni.
