Caro carburanti (Foto: Pixabay)
In Ue il problema per il carburante non è tanto la mancanza immediata, quanto la difficoltà nel sapere quante scorte siano davvero disponibili e per quanto possano durare. Secondo quanto riportato da Politico, da settimane l’Ue cerca di prevenire una possibile crisi legata al blocco dello Stretto di Hormuz, ma non c’è un sistema centralizzato e preciso per tenere sotto controllo le scorte di carburante nei vari Paesi membri. In pratica, gli Stati hanno dati propri e spesso non completamente condivisi o aggiornati, per cui la situazione non è chiara.
Nonostante i timori, al momento non si registrano carenze reali: le istituzioni europee sottolineano che il mercato sta ancora reggendo e che esistono scorte pronte a essere usate, ma la situazione è precaria, perché i prezzi sono aumentati, le forniture sono più instabili, la dipendenza da rotte critiche resta alta. Il rischio è una crisi se Hormuz resta bloccato e se le tensioni in Medio Oriente dovessero prolungarsi, perché le scorte potrebbero ridursi.
Per evitare il peggio, Bruxelles sta lavorando a sistema per controllare le scorte, a una diversificazione delle forniture, all’aumento delle importazioni, al coordinamento per l’uso delle scorte e sta valutando l’introduzione di obblighi minimi di riserva, soprattutto per il carburante aereo.
