Keir Starmer (Ansa)
Dopo il discorso alla nazione di un paio di giorni fa che avrebbe dovuto aumentare la fiducia nei confronti di Keir Starmer, si sta verificando un vero e proprio terremoto all’interno dell’esecutivo del Primo ministro laburista: sono stati, infatti, quattro i ministri che hanno rassegnato le loro dimissioni, ritenendo la fiducia del popolo ormai compromessa, esattamente come hanno dimostrato le recenti elezioni comunali in cui i Laburisti sono usciti pesantemente sconfitti.
In particolare, ad aver voltato le spalle a Starmer sono stati – nell’arco di pochissimi minuti l’uno dall’altro – Jess Phillips, Alex Davies-Jones e Miatta Fahnbulleh e in un secondo momento si è unito al computo anche Zubir Ahmed: la richiesta al Primo ministro – ovviamente – è quella di rassegnare le dimissioni e aprire le porte a una nuova leadership che sappia contenere l’odio crescente contro i Laburisti e fermare l’ascesa dell’ultradestra di Farage.
Dal canto suo, comunque, anche dopo l’ondata di dimissioni, Starmer ha nuovamente chiarito non intende dimettersi, sostenendo che “il Paese si aspetta che noi andiamo avanti con il governo”, insistendo sulla sua volontà di “realizzare il cambiamento che abbiamo promesso”: il premier, infatti, sembra aggrapparsi soprattutto all’idea che attualmente non sembra esserci una solida base di consensi interni che permetta di avviare le operazioni di successione, con le richiesta di dimissioni che non si traduce automaticamente in una corsa per Downing Street.
