Una nave britannica nello Stretto di Hormuz (Ansa)
Il Giappone corre ai ripari per la guerra tra Usa e Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz, tanto che in diversi supermercati del Paese sono già comparsi cartelli che invitano i cittadini a limitare gli acquisti e a risparmiare energia. Secondo quanto riferisce Agi, il governo giapponese teme una crisi energetica prolungata e ha iniziato a promuovere misure di austerity, mentre crescono le preoccupazioni per l’approvvigionamento di petrolio e gas.
La preoccupazione di Tokyo nasce dalla fortissima dipendenza energetica dal Golfo Persico: gran parte del petrolio importato dal Giappone attraversa infatti lo Stretto di Hormuz. Nel Paese asiatico stanno tornando scene che ricordano le campagne di risparmio energetico del passato: illuminazione ridotta nei negozi, insegne spente, inviti a contenere i consumi domestici e maggiore attenzione agli sprechi. Alcuni supermercati stanno privilegiando l’uso di cartellonistica in bianco e nero per limitare il consumo di elettricità e inchiostro, diverse aziende hanno ridotto l’orario delle attività commerciali per contenere i costi energetici.
Il governo giapponese teme soprattutto che una lunga instabilità nel Golfo possa rallentare la ripresa economica e alimentare inflazione e rincari. La crisi energetica viene osservata con grande preoccupazione in tutta l’Asia. Paesi come Giappone, Corea del Sud, India e Singapore sono tra i più esposti a eventuali blocchi navali nello Stretto di Hormuz. Nelle ultime settimane, diversi governi asiatici hanno intensificato i piani di emergenza energetica e il monitoraggio delle riserve strategiche, mentre la tensione tra Washington e Teheran continua a influenzare i mercati internazionali.
