Strage di Corinaldo, parenti vittime (Foto: Storie Italiane)
Non si è ancora concluso il processo d’appello per la strage di Corinaldo. Come raccontato ieri da Storie Italiane servirà una perizia sulla famosa balaustra della discoteca Lanterna Azzurra, lì dove la notte fra il 7 e l’8 dicembre del 2018 morirono sei persone, cinque ragazzi e una madre.
Ieri ospite del talk di Rai Uno vi era Giuseppe Orlandi, papà di Mattia, una delle vittime. Ha aggiornato la situazione sul processo, domandandosi come mai questa perizia sia stata richiesta solo ora e non anni fa. Ha inoltre rimarcato quanto quel locale fosse assolutamente irregolare: “Non vi era nulla a norma”. Una serie di irregolarità infinite a cominciare dal fatto che non avesse nemmeno l’agibilità di conseguenza non doveva essere aperto. “E’ un periodo molto logorante, sono quasi 8 anni di processi”, ha aggiunto il signor Orlandi. “Voglio che emerga la verità”
In studio anche Francesco Vitali, fratello di Benedetta, un’altra ragazza che ha perso la vita quella maledetta notte. Il giovane parla di continuo rimpallo di responsabilità “Che non ci aspettavamo” ma soprattutto ricorda che sono stati falsificati dei documenti per aprire quel locale, di conseguenza sarebbe dovuto rimanere chiuso: “E se fosse stato chiuso mia sorella sarebbe ancora viva”, ma nel processo non è stato evidenziato questo nesso causale. Anche lui sono otto anni che lotta, “anche per mia mamma, che è morta un anno e mezzo dopo mia sorella, non reggendo il dolore: nel giro di pochi mesi ho perso metà della mia famiglia”.
