Pierina Paganelli, Lous Dassilva (Foto: Quarto Grado)
Si sta per chiudere il processo nei confronti di Louis Dassilva, il senegalese unico imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli. Come vi precisavamo sulle pagine de IlSussidiario.net dopo che il pm Paci ha chiesto l’ergastolo, ieri è stata la volta degli avvocati difensori di Dassilva, secondo cui gli elementi raccolti dall’accusa sarebbero inconsistenti, e tutto si baserebbe sulle dichiarazioni di Manuela Bianchi, ex amante dell’imputato e nuora della vittima.
Chiara quindi la strategia degli avvocati, provare a smontare la tesi dell’accusa, ritenendo la Bianchi poco credibile, ricordando il cambio di versione della stessa donna, che ritrattò solo lo scorso 4 marzo 2025, spiegando di aver incontrato Louis la mattina del 4 ottobre 2023 in garage. Per gli avvocati non bisogna arrivare ad una condanna su Dassilva solo credendo alle parole della test, descrivendo la stessa come una persona che ha “l’attitudine alla menzogna” e anche “capace di dire falso con disinvoltura”.
Gli avvocati sottolineano inoltre che la Bianchi avrebbe accusato Dassilva solo per proteggere se stessa, pensando che la famosa Cam3 avrebbe inquadrato Dassilva, cosa che poi non si è rivelata nei fatti. “L’arringa” dei due avvocati difensori è durata circa cinque ore, dopo di che l’udienza è stata sospesa. Ora si attende di scoprire quale sarà il verdetto dell’aula, se darà ragione all’accusa, condannando Louis Dassilva all’ergastolo, o se invece crederà alla difesa, ritenendo l’imputato non colpevole oltre ogni ragionevole dubbio.
