L'Unione Europea (Foto: Ansa)
È entrata ufficialmente in vigore nella giornata di ieri – mercoledì 1 luglio – la nuova tassa europea che andrà a colpire i cosiddetti “mini-pacchi” acquistati online, soprattutto – per una mera ragione numerica – dalla Cina, e che fino a questo momento erano sempre stati esonerati dalle tariffe doganali: una misura fortemente sostenuta dalla Commissione UE, ma anche dal governo italiano che aveva ipotizzato (salvo poi cambiare idea) di applicarne una ulteriore in anticipo rispetto a Bruxelles.
Di fatto la tassa – o meglio, il dazio doganale – sui mini-pacchi dovrebbe già essere operativa in questo stesso momento e andrà a colpire qualsiasi acquisto online che non supera i 150 euro di valore complessivo (oltre i quali scattano le tariffe doganali tradizionali): in termini pratici, ai pacchi verrà applicata una tariffa aggiuntiva pari a 3 euro per ognuna delle voci riportate nella bolla; ovvero su ogni articolo singolo acquistato, ma non sui multipli del medesimo oggetto.
L’entità della tassa sui mini-pacchi, insomma, dipenderà esclusivamente dalle abitudini di acquisto del consumatore e l’obiettivo è quello di ridurre quei 5,9 miliardi di prodotti acquistati in Europa nel 2025: secondo una stima del Codacons, però, per noi italiani – aggiungendo anche l’IVA – la tassa costerà effettivamente 3,66 euro a oggetto e dovrebbe avere un impatto pari a 17,7 miliardi annuali complessivi per noi soli cittadini italiani.
