Attacco hacker ai frigoriferi in Francia (ansa)
Un’ondata di cyberattacchi di matrice ignota ha colpito nella notte scorsa i sistemi di refrigerazione di diverse catene di supermercati in sei Paesi europei, ovvero Belgio, Svezia, Irlanda, Estonia, Paesi Bassi e Lussemburgo: gli hacker sono riusciti ad alterare da remoto le temperature di frigoriferi e congelatori, portandole in alcuni casi fino a 50 gradi; con un attacco che ha costretto decine di punti vendita a sospendere l’attività e a mandare al macero tonnellate di cibo, causando ingenti perdite economiche.
Nel mirino degli hacker sono finiti i dispositivi della società danese Danfoss, utilizzati per il controllo delle temperature, e – secondo gli esperti – i malintenzionati avrebbero sfruttato le vulnerabilità di apparecchiature obsolete collegate alla rete per attivare la modalità di sbrinamento forzato: i danni più gravi si sono registrati in Belgio, con oltre 50 store coinvolti tra Delhaize e Carrefour, e in Svezia, dove le catene Ica e Coop hanno visto andare distrutti interi stock di surgelati.
La dinamica degli attacchi hacker richiama da vicino episodi analoghi avvenuti lo scorso ottobre in Francia e Paesi Bassi, mentre anche il Pentagono sta indagando su possibili anomalie registrate negli spacci militari americani: le autorità nazionali di cybersicurezza hanno avviato un’indagine ad ampio raggio, ma a inquietare gli inquirenti è la crescente vulnerabilità delle infrastrutture fisiche commerciali e i rischi tangibili per la sicurezza della catena alimentare europea.
