Bibi Netanyahu, Premier Israele sul luogo distrutto dai missili Iran a Rehovot (ANSA-EPA 2025)
In Israele si intensificano le manovre dell’opposizione a tre giorni dall’avvio ufficiale delle consultazioni per la formazione del nuovo governo: secondo indiscrezioni riportate dal sito d’informazione Walla, infatti, le formazioni arabo-israeliane Lista Unita e Ra’am avrebbero trovato un’intesa a porte chiuse per sostenere la candidatura a primo ministro di Gadi Eisenkot, ex generale e leader del partito centrista Yashar.
L’eventuale convergenza dei partiti arabi rappresenta un potenziale punto di svolta destinato a precludere a Benjamin Netanyahu un nuovo mandato alla guida di Israele: i dati dello spoglio attribuiscono – infatti – 53 seggi al blocco conservatore del premier uscente e 48 alla coalizione guidata da Eisenkot, con la dote dei 19 seggi conquistati dalle forze arabe che diventa determinante per superare l’asticella dei 60 parlamentari e blindare la maggioranza alla Knesset.
Il presidente Isaac Herzog ha confermato che riceverà i risultati definitivi del voto da Noam Sohlberg – presidente della Commissione elettorale centrale di Israele e vicepresidente della Corte Suprema – e, subito dopo, prenderanno il via le consultazioni ufficiali alla Residenza presidenziale, che vedranno spalancate le porte a tutte le rappresentanze parlamentari per verificare la percorribilità dei diversi scenari di governo e avviare la risoluzione della crisi politica.
