Sigfrido Ranucci (Ansa)
Sembra essere stato individuato il presunto mandante dell’attentato contro il giornalista – e conduttore della trasmissione Report – Sigfrido Ranucci, con la figura di Valter Lavitola (a sua volta giornalista, almeno fino a qualche anno fa) che è finita al centro del fascicolo d’indagine assieme agli altri quattro soggetti che erano stati perquisiti e arrestati qualche giorno fa: un caso complesso e che – possiamo immaginare – ci riserverà ancora qualche colpo di scena, soprattutto quando si inizierà a parlare del movente.
Stando a quanto reso noto dagli inquirenti, proprio Valter Lavitola avrebbe dato ordine di eseguire l’attentato ai danni di Ranucci – nel quale, ricordiamo, non si registrarono vittime o feriti -, chiedendo a Clesio Tavares Gomes (cameriere nel ristorante di Lavitola) di trovare qualcuno che potesse procurargli del materiale esplosivo: proprio Gomes avrebbe svolto la funzione di intermediario, comunicando con Pellegrino D’Avino, Marika De Filippis, Saverio Mutone e Antonio Passariello, ritenuti gli esecutori materiali dell’attentato.
Intervistato dal Corriere, Sigfrido Ranucci si è detto stupito delle accuse mosse contro Lavitola, sostenendo – e ribadendo in più occasioni – che lo considera “un amico vero”: a suo avviso, infatti, Lavitola “non avrebbe mai voluto fare del male a me o alla mia famiglia” e, proprio per questa ragione, ipotizza che il reale obiettivo dell’attentato potrebbe essere stato quello di impedire a qualcuno di parlare con il conduttore di Report.
