Lorenzo Adinolfi, figlio del giudice (Foto: Storie Italiane)
E’ uno splendido ritratto del giudice Paolo Adinolfi quello fatto dal figlio Lorenzo. Come vi scrivevamo ieri su IlSussidiario.net, il figlio del giudice è stato intervistato da Storie Italiane, ricordando questa figura importante dello stato che fino allo scorso novembre era stato come dimenticato.
Il 13 novembre 2025 sono infatti cominciati gli scavi alla Casa del Jazz di Roma con il sospetto che vi fosse qualcosa di segreto lì sotto, magari proprio il corpo del povero giudice svanito nel nulla nel 1994. Dopo 5 mesi di scavi alla fine si è chiuso tutto, non essendo stato trovato alcun indizio che facesse pensare alla presenza di un corpo, di conseguenza il destino del giudice continua ad essere un mistero. Lorenzo ha ricordato l’ultimo incontro con il papà Paolo, che lo aveva accompagnato all’aeroporto per una vacanza studio, quindi la chiamata della mamma preoccupata quando il padre non si trovava e i primi pensieri “Ho subito capito fosse successo qualcosa”.
Ha poi descritto il padre “Religioso e severo, molto attento alla mia educazione, ma non mi faceva mai mancare un bacio la sera prima di andare a letto”. In questi 5 mesi Lorenzo ha sperato e nel contempo temuto che lì sotto vi fosse il papà, ma alla fine non si è cavato un ragno dal buco: ha apprezzato l’impegno del prefetto di Roma, i racconti e la vicinanza di amici e conoscenti: “Ma dalla magistratura non ho mai sentito nessuno”. Lorenzo Adinolfi si dice convinto che se negli ultimi 32 anni ci fosse stata la stessa “determinazione che ha messo il prefetto in questi 5 mesi”, forse ora staremmo raccontando una storia diversa.
