Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura (Foto: Tg2Post)
Se lo stretto di Hormuz dovesse proseguire ancora a lungo arrivando a bloccarsi definitivamente si rischia un agrichoc. E’ questo, come vi scriviamo nel dettaglio sulle pagine de IlSussidiario.net, quanto sostenuto da Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, che è intervenuto presso la trasmissione di Rai Due, Tg2 Post.
Parlando appunto del conflitto in Iran e della crisi in Medio Oriente ha ricordato come il blocco dello stretto di Hormuz non riguardi solo il petrolio, ma anche moltissime merci fondamentali per l’agroalimentare, a cominciare dai fertilizzanti, che per il 25% passano proprio da quel tratto di mare bloccato. Attenzione anche all’urea, un fertilizzante specifico che viene usato per grano, mais e soia, che circola per il 60% da Hormuz. Il blocco sta già avendo un effetto sul mondo, racconta anche Giansanti, precisando che i prezzi degli alimentari sono al massimo dal 2022, ma nel corso delle prossime settimane potrebbero aumentare ulteriormente, con tutto ciò che ne consegue per le tasche dei consumatori.
Ma quando potrebbe verificarsi un agrichoc? Solamente qualora Hormuz dovesse bloccarsi totalmente, a quel posto si verrebbe a creare un letale mix fra poca merce in circolazione e costi elevati. Giansanti ha quindi consigliato di comprare sempre italiano, prodotti di maggiore qualità e nel contempo più economici visto che si abbattono tutti i vari costi di trasporto, che in questo periodo storico incidono parecchio.
