Alessandro Venier (web)
La ricostruzione minuziosa del giorno dell’omicidio di Alessandro Venier – ucciso e mutilato a Gemona del Friuli il 25 luglio 2025 – è stata al centro della nuova udienza davanti alla Corte d’assise di Udine: il processo vede imputate la madre della vittima, Lorena Venier, e la compagna Mailyn Castro Monsalvo; con il piccolo colpo di scena durante l’udienza delle lacrime della signora Venier durante un ricordo spontaneo della figura del figlio.
Gli inquirenti hanno ricomposto – durante l’udienza – le ultime ore di vita di Alessandro Venier incrociando i rilievi sulle targhe, le timbrature sul lavoro, i tabulati telefonici e i filmati delle telecamere di videosorveglianza: secondo l’ipotesi finita al centro del processo, il delitto sarebbe stato accuratamente premeditato a partire dal primo pomeriggio, quando la compagna avrebbe somministrato alla vittima un potente farmaco narcotizzante disciolto in una bevanda.
Nelle ore successive, i filmati riprendono la madre di Alessandro Venier mentre sposta un grosso bidone blu e il relativo coperchio: il cadavere, infatti, è stato sezionato nel seminterrato con appositi attrezzi e occultato nel bidone, scoperto soltanto una settimana più tardi; mentre agghiacciante è stato anche un messaggio inviato da Lorena a un’amica poche ore dopo il delitto, in cui diceva di sentirsi “più leggera”.
