Pedro Sanchez, Spagna (Ansa)
La Spagna guarda alla Mauritania seguendo una logica sempre più simile a quella adottata dall’Italia con l’Albania: esternalizzare la gestione dei flussi migratori per ridurre la pressione sulle frontiere europee. Secondo quanto riportato da Euronews, il premier Pedro Sanchez sta lavorando a progetti di cooperazione con Mauritania per rafforzare il controllo delle partenze verso le Canarie, una delle rotte più attive verso l’Europa.
Il modello ricorda da vicino quello promosso dal governo italiano con Albania, dove sono stati previsti centri per migranti sotto giurisdizione italiana. In entrambi i casi, l’idea è spostare una parte della gestione fuori dai confini nazionali, agendo nei Paesi di origine o transito per bloccare o filtrare i flussi prima dell’arrivo in Europa.
Nel caso spagnolo, la cooperazione con la Mauritania punta soprattutto a rafforzare i controlli lungo la rotta atlantica, che collega l’Africa occidentale alle isole Canarie. Si tratta di un percorso sempre più usato dai migranti, anche perché altre rotte, come quella mediterranea centrale, sono diventate più difficili da percorrere.
L’approccio non è nuovo: già in passato l’Europa ha stretto accordi con Paesi terzi per contenere i flussi migratori, come il memorandum tra Italia e Libia di quasi dieci anni fa, ma queste strategie continuano a sollevare forti critiche, soprattutto sul fronte dei diritti umani e delle condizioni nei centri di accoglienza fuori dall’Unione europea.
