Il welfare aziendale è destinato a cambiare insieme alle esigenze di chi lavora. Salute, famiglia, previdenza, formazione e cura sono infatti dimensioni che vanno oltre la semplice retribuzione e chiamano in causa il rapporto tra impresa e persona. Su questo terreno si sviluppa “Il welfare non è un benefit. L’impresa, la persona, il lavoro“, nuovo incontro del Meeting di Rimini 2026.
L’appuntamento, in programma oggi alle ore 12 all’Arena Cdo C1 della Fiera di Rimini e realizzato con il supporto di Eni, Generali Italia, Visa e Ferrovie dello Stato, è trasmesso in differita su IlSussidiario.tv.
A confrontarsi Alessandro Angelini, Director Visa Government Solutions; Francesco Bardelli, Chief Health&Welfare Officer di Generali Italia e CEO di Generali Welion; Gabriele Fava, presidente dell’INPS; Marco Osnato, presidente della VI Commissione Finanze della Camera dei deputati; e Anna Zattoni, Co-CEO di Marsh Jointly. A moderare il dibattito Francesco Seghezzi, presidente di ADAPT.
Tra i riferimenti dell’incontro anche Léon Harmel, industriale francese dell’Ottocento la cui esperienza viene riletta come esempio di un modello d’impresa attento alla vita dei lavoratori e alla comunità produttiva. L’esperienza di Harmel offre così uno spunto per guardare alle sfide del presente: come può evolvere il welfare nelle imprese di fronte ai cambiamenti demografici, alle nuove esigenze delle persone e alle difficoltà del sistema di protezione sociale?
Il confronto mette quindi in relazione impresa, lavoro e welfare, cercando di capire se le politiche rivolte al benessere dei dipendenti possano rappresentare un elemento strutturale del rapporto di lavoro e contribuire alla creazione di valore condiviso, anziché limitarsi a una serie di vantaggi aggiuntivi.
