La crescita delle imprese europee passa anche dalla capacità di affrontare le trasformazioni che stanno cambiando il modo di produrre. Transizione economica, energetica e digitale impongono nuove scelte al sistema produttivo e pongono una questione centrale: come rafforzare la competitività senza perdere di vista la sostenibilità? È il tema di “Competitività e sostenibilità delle imprese in Europa“, incontro del Meeting di Rimini 2026 realizzato in collaborazione con la Fondazione per la Sussidiarietà, e il sostegno di APCO, e trasmesso in differita su IlSussidiario.tv.
Il confronto parte dalla necessità di capire quali condizioni possano permettere alle aziende del continente di innovare e crescere in un contesto internazionale sempre più complesso. La questione della sostenibilità, dunque, non viene separata da quella della competitività, ma affrontata insieme alla capacità del sistema produttivo di reagire ai cambiamenti e di mantenere una prospettiva di sviluppo.
A portare punti di vista differenti insieme a Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, sono Francesco Maria Chelli, presidente dell’Istat, Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea (Bce), Elena Manzanera Díaz, presidente dell’Instituto Nacional de Estadística della Spagna. Il confronto è moderato da Emilio Colombo, professore di Politica Economica all’Università Cattolica del Sacro Cuore.
La presenza alle ore 15, nella Sala Gruppo FS C4 della Fiera di Rimini, di esponenti delle istituzioni statistiche, finanziarie ed economiche permette di affrontare il tema partendo da numeri, analisi e prospettive, come sottolinea la presentazione dell’incontro. Si tratta anche di interrogarsi sulle conseguenze che questi cambiamenti producono per le imprese e sulla loro capacità di continuare a creare valore.
Un elemento centrale è proprio il rapporto tra innovazione e sostenibilità. Come evidenziato da Fondazione per la Sussidiarietà, il binomio è destinato a essere decisivo per l’Europa: la sfida consiste nel rafforzare la capacità delle imprese di innovare e crescere senza perdere di vista le trasformazioni economiche, energetiche e digitali in corso.
Il tema può essere letto anche alla luce di una questione più ampia: quale ruolo deve avere il fattore umano in un’economia sottoposta a trasformazioni così profonde? È questo il filo conduttore individuato dalla Fondazione per i cinque appuntamenti organizzati al Meeting 2026, nei quali economia, finanza, istituzioni, impresa e mercati vengono osservati a partire dalla centralità della persona.
