Raccontare il mondo ai bambini significa riuscire a trovare un equilibrio delicato tra offrire strumenti per conoscere ciò che accade senza rinunciare alla complessità della realtà . È questo il tema di “I bambini e l’informazione“, appuntamento del Meeting di Rimini 2026 realizzato in collaborazione con Avvenire, che mette al centro il rapporto tra infanzia, conoscenza e accesso alle notizie. L’evento, in programma oggi alle ore 13 nella Sala Neri Generali Cattolica della Fiera di Rimini, è realizzato con il sostegno dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ed è trasmesso in diretta su IlSussidiario.tv.
A confrontarsi il docente e scrittore Marco Erba con il direttore di Avvenire Marco Girardo, insieme a Domenico Simeone, preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nonché direttore della Cattedra UNESCO Education for Human Development and Solidarity among Peoples, e la garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni. A moderare la giornalista di Tempi, Caterina Giojelli.
Per i più piccoli confrontarsi con l’informazione significa molto più della semplice possibilità di leggere o ascoltare una notizia, vuol dire anche poter sviluppare domande, confrontarsi con ciò che accade fuori dal proprio ambiente e iniziare a costruire gli strumenti necessari per interpretare la realtà . È in questa prospettiva che l’incontro richiama anche il tema dei diritti dell’infanzia, affrontato nel libro “Diritti e rovesci. Le condizioni dell’infanzia oggi” (Vita e Pensiero, Avvenire).
Attenzione particolare sarà poi riservata all’esperienza di Popotus, il giornale per bambini di Avvenire, in occasione dei suoi trent’anni. L’esperienza della testata diventa così anche un punto di osservazione per capire quanto sia importante mettere a disposizione dei più giovani un’informazione accessibile, in grado di accompagnarli nella scoperta di ciò che avviene nella società e nel mondo.
Il confronto permetterà di mettere insieme prospettive diverse: il mondo dell’educazione, quello del giornalismo e l’ambito della tutela dei diritti dei minori. Al centro anche la curiosità dei bambini, intesa come capacità di fare domande, cercare risposte ed esprimere il proprio punto di vista. È attraverso questo dinamismo che l’informazione può diventare un’occasione di crescita e contribuire alla formazione di una capacità di giudizio. Ma la questione riguarda dunque anche il modo in cui i bambini vengono messi nelle condizioni di conoscere il presente: un’informazione pensata per loro deve essere comprensibile e accessibile, ma può al tempo stesso accompagnarli verso una maggiore consapevolezza di ciò che accade intorno a loro.
