Memoriale delle vittime a Crans-Montana (Ansa)
A dieci mesi dal tragico rogo di Capodanno all’interno del locale Constellation, la tragedia di Crans-Montana si sposta sul piano economico con conseguenze potenzialmente devastanti per la celebre località svizzera: 24 familiari delle vittime, infatti, hanno presentato un ricorso formale al Cantone del Vallese chiedendo il commissariamento del Comune, con una richiesta che nasce dal timore che le imminenti richieste di risarcimento – stimate tra diverse centinaia di milioni e oltre un miliardo di euro – possano condurre l’ente locale al dissesto finanziario.
L’iniziativa legale – curata dall’avvocato Sebastien Fanti di Sion – punta ad attivare la vigilanza amministrativa cantonale come misura preventiva, senza interferire con l’inchiesta penale in corso sul rogo di Crans-Montana: tra gli scenari ipotizzati dai periti spicca una cifra intermedia di 650 milioni di euro, con circa 400 milioni che ricadrebbero direttamente sulle casse comunali, in un esborso pari a cinque anni di gettito fiscale, capace di tradursi in un debito teorico di circa 41mila euro per ciascun residente.
Di fronte alla prospettiva di un crack finanziario prima ancora della conclusione dei processi, i parenti delle vittime sollecitano l’apertura immediata di un’inchiesta ufficiale sui conti dell’amministrazione di Crans-Montana: l’obiettivo primario è valutare la tenuta economica del Comune e imporre una rigorosa pianificazione dei bilanci, affinché la comunità locale sia pronta ad affrontare l’enorme carico risarcitorio destinato a segnare il futuro della cittadina.
