La spiaggia di Dubai (Foto: Ansa)
Gli effetti della guerra in Iran sul turismo si faranno sentire anche in Italia. Ne abbiamo già parlato nel dettaglio su IlSussidiario.net ricordandovi come un terzo circa dei voli che dall’Europa portano all’Asia passano dal Medio Oriente e più specificatamente da Dubai, Doha e Abu Dhabi, “zone di guerra”.
Dopo lo scoppio del conflitto in Iran sono stati cancellati centinaia di voli, con 2,5 milioni di passeggeri rimasti a terra dopo soli i primi giorni, e una perdita di miliardi di dollari per le compagnie aeree ma anche per il turismo degli stati arabi. Come dicevamo in apertura però, le ripercussioni si hanno anche su altri Paesi, come ad esempio l’Italia. Secondo il Centro studi turistici di Firenze, le agenzie turistiche che operano sul nostro territorio potrebbero essere costrette a cancellare migliaia di prenotazioni con perdite superiori ai 6 milioni di euro. Si tratta di cifre non da poco, tenendo conto che ogni anno verso le destinazioni mediorientali viaggiano circa 610mila nostri connazionali, coinvolgendo numerosi tour operator e svariate agenzie di viaggio.
A complicare la situazione – creando solo confusione – ci sono le numerose fake news circolanti in rete, ricordando che l’unica fonte attendibile resta il ministero degli esteri. Da segnalare infine i viaggiatori che dalle zone di guerra visitano l’Italia e che visti i voli cancellati potrebbero appunto rinunciare a visitare la nostra terra, circa 170mila arrivi ogni anno, per ben 2,5 milioni di pernottamenti, tutti introiti che verranno meno per il nostro paese. Le associazioni di categoria chiedono quindi di attivare subito un sistema di protezione per tutti gli addetti ai lavori, alla luce di quello che sarà un turismo pasquale – e forze anche estivo – all’estero, sicuramente di magra.
