Un soldato in Nigeria (Foto: ANSA-EPA/EMMANUEL ADEGBOYE)
Anche se l’attenzione mediatica si è rapidamente spostata su fronti bellici più caldi, non si arrestano i rapimenti di civili in Nigeria che qualche mese fa avevano attirato anche l’attenzione del presidente USA Donald Trump, oggi impegnato ad alimentare le fiamme di un conflitto regionale in Medio Oriente: una situazione sulla quale ha riflettuto Marco Di Liddo sulle pagine de ilSussidiario.net, spiegando cosa (e chi) c’è veramente dietro la drammatica situazione africana.
In Nigeria – spiega Di Liddo -, infatti, Boko Haram “non ha mai abbassato la testa” nell’arco degli ultimi 15 anni, continuando ad alimentare la sua stessa macchina jihadista e a “espandersi in tutto il continente africano”: per i terroristi, insomma, quello dei rapimenti è un vero e proprio business che parte dalle richieste di riscatto ai familiari delle vittime e arriva fino alla vera e propria vendita “al mercato degli schiavi”.
L’obiettivo ultimo secondo l’esperto è quello di “creare un emirato islamico” in Nigeria e in tutta l’Africa, sfruttando i proventi dei rapimenti per finanziare la macchina del jihadismo e – al contempo – il calo dell’interesse internazionale: proprio il resto del mondo, infatti, ignora completamente il problema dell’avanzata terroristica per un semplice problema di “mancanza di risorse” dato che il contrasto della minaccia di Boko Haram presupporrebbe “disponibilità [economiche] quasi illimitate”.
