Libano, Beirut (Foto: Ansa)
La guerra in Libano ha innescato un esodo di proporzioni sempre più drammatiche: in appena 10 giorni di combattimenti, circa 753mila persone che hanno lasciato le proprie case, tra bombardamenti e ordini di evacuare. Il Paese è travolto da una crisi umanitaria sempre più grave: molte famiglie si stanno muovendo verso aree ritenute più sicure, ma la fuga è spesso lenta e caotica, con lunghe code sulle strade che costringono gli sfollati a impiegare tutto il giorno per percorrere poche decine di chilometri. Le organizzazioni umanitarie e le Ong provano a offrire assistenza e rifugi temporanei, ma le strutture disponibili non bastano per accogliere tutti.
Ad aggravare la situazione anche dalla speculazione sugli affitti: in alcune zone i prezzi sono saliti rapidamente, passando da circa 400 a mille dollari al mese, per cui per molte famiglie è impossibile trovare un alloggio, così c’è chi è costretto a dormire in auto, chi si accampa sui marciapiedi o in rifugi improvvisati. Avvenire riportano le voci di chi è “inseguito dalle bombe” e ha perso tutto nel giro di pochi giorni. Tra gli sfollati ci sono anche anziani e malati che necessitano di terapie, mentre molti chiedono alla comunità internazionale e ai connazionali all’estero di non restare in silenzio davanti alla tragedia che sta colpendo il Paese.
