Energia e consumo energetico (Ansa)
Con una prassi speculativa ormai consolidata dallo scoppio della guerra in Ucraina ad oggi, a fronte di una nuovissima crisi – questa volta in Iran – abbiamo assistito all’ennesimo caro energia e al tentativo dell’esecutivo Meloni di correre ai ripari con alcune proposte che (allo stato attuale) sono ancora in discussione per trovare quella migliore: un tema del quale ha riflettuto Mario Baldassarri sulle pagine de ilSussidiario.net, indicando l’unico reale percorso che l’Italia e – soprattutto – l’Europa può percorrere.
Dal punto di vista del caro energia che sta colpendo la benzina e il diesel, infatti, secondo Baldassarri si dovrebbe introdurre un meccanismo di “flessibilità fiscale” con il quale “abbassare le accise quando il prezzo sale [e] riportarle ai livelli precedenti quando il prezzo diminuisce”; mentre per il gas – e, ovviamente, anche per l’energia strettamente intesa – si dovrebbe superare il meccanismo di aggancio dei prezzi al listino “Ttf di Amsterdam”, usando come riferimento “il costo reale (..) registrato alla frontiera”.
Se in questo secondo caso, però, basterebbe semplicemente un intervento piuttosto semplice e rapido da parte “dell’Arera”, nel primo caso tutto si complica: secondo Baldassarri, infatti, non si può affrontare veramente il caro energia – da un lato – senza un intervento di Bruxelles sui “parametri del Patto di stabilità”; così come dal canto dell’esecutivo – dall’altro lato – si dovrebbero superare le “lungaggini burocratiche e amministrative” che stanno lasciando fermi gli “impianti di rinnovabili” che potrebbero già produrre “decine di GWh l’anno”.
