Uk, premier Starmer (Foto: Ansa)
Il Regno Unito compie un passo storico nella riforma delle proprie istituzioni parlamentari: la Camera dei Lord non avrà più membri ereditari. Il Parlamento britannico ha infatti approvato una legge che elimina gli ultimi seggi riservati ai cosiddetti hereditary peers, cioè i nobili che potevano sedere nella camera alta semplicemente in virtù del titolo ricevuto per nascita. Lo ha spiegato Niccolò Magnani su IlSussidiario.net, precisando che la riforma mette fine a una tradizione che affondava le radici in secoli di storia politica britannica. Già nel 1999 una prima riforma aveva drasticamente ridotto la presenza dei pari ereditari, ma 92 di loro avevano mantenuto il diritto di sedere e votare nella Camera dei Lord come soluzione temporanea in attesa di cambiamenti più profondi.
Con la nuova legge questo residuo storico viene definitivamente cancellato: i membri ereditari perderanno il seggio alla fine dell’attuale sessione parlamentare, salvo alcuni casi in cui verranno nominati pari a vita, cioè membri non ereditari della camera alta. Il provvedimento è stato promosso dal governo laburista guidato dal primo ministro Keir Starmer, che lo ha presentato come un passo necessario per modernizzare il sistema politico britannico e superare un meccanismo considerato da molti anacronistico.
La Camera dei Lord continuerà comunque a svolgere il suo ruolo di revisione delle leggi approvate dalla Camera dei Comuni, pur senza poter bloccare definitivamente i provvedimenti votati dal Parlamento eletto. Per il governo è solo il primo passo di una riforma più ampia dell’istituzione, che in futuro potrebbe comportare cambiamenti anche nel numero dei membri e nel funzionamento della camera alta.
