Guerra Iran (Foto: Ansa)
Intervenuto sulle pagine de ilSussidiario.net, il generale Fabio Mini – per lunghi anni ai vertici della NATO in Sud Europa e in Kosovo – ha riflettuto sull’attualità della guerra in Iran, tra minacce da parte di Trump, omicidi mirati alle tante teste del regime da parte di Israele e una crescente tensione tra Stati Uniti ed Europa: tutti punti che, secondo il generale, non fanno altro che avvalorare le voci che hanno sempre contestato l’utilità di questa guerra, i cui costi – oltre che, ovviamente, sugli iraniani – pesano sui paesi che gravitano attorno agli USA.
Se la guerra in Iran non dovesse finire rapidamente – spiega, appunto, il generale Mini – “nel precipizio ci cadrà tutta l’Europa” e a quel punto a poco varranno gli attuali atteggiamenti “ambigui” adottati da Bruxelles: in tal senso, se da un lato è certo che – al di là delle sue dichiarazioni – “Trump (..) alla NATO non può rinunciare”, è altrettanto vero che “gli europei [non] stanno facendo di tutto per staccarsi” dall’alleato statunitense.
Secondo Mini, a fronte della guerra in Iran è arrivato il momento che l’Europa adotti una “posizione chiara per dire che non accetta questo tipo di politica”, eventualmente accettando di aggiungersi a “russi, cinesi, BRICS” e – potenzialmente – in futuro i “Paesi del Golfo” che hanno già rotto politicamente con gli USA: solamente così, il Vecchio continente potrà uscire dal gioco malato che Trump sta conducendo nel mondo, scoprendo che – alla fine – sarà lui “a non voler rompere”.
