Una portaerei statunitense (Foto: Ansa)
Nonostante i proclami da parte di Trump di una vittoria pressoché imminente, sembra destinato ad aggravarsi il quadro della guerra in Iran, con alcune voci interne al Pentagono – raccolte, a vario titolo, da Reuters, Politico e Wall Street Journal – che riferiscono dell’invio di migliaia di marines verso il Golfo, con gli Stati Uniti che starebbero collocando a ridosso dello Stato islamico una forza abbondantemente sufficiente per conquistare (o provare a farlo) il paese.
Secondo le informazioni attualmente note, infatti, nelle acque vicine all’Iran sarebbero già stata stanziati circa 50mila soldati statunitensi: se le voci raccolte dai tre quotidiani fossero veritiere, nei prossimi giorni a quella forza si aggiungerà un ulteriore plotone da 2mila o 2mila 500 marines, unitamente a tre differenti navi da guerra, tra le quali la USS Boxer e la USS Tripoli salpate – rispettivamente – dalla California e dal Giappone.
Nessuno dei funzionari – ovviamente rimasti anonimi – ha, però, saputo (o voluto) fornire dettagli sulla ragione del nuovo invio di soldati statunitesi: l’ipotesi più credibile è che supporteranno le operazioni aeree attualmente condotte dai colleghi; ma c’è anche chi crede che potrebbero guidare la conquista dell’isola di Kharg (fondamentale per l’operatività di Hormuz) o – addirittura – una vera e propria invasione terrestre dell’Iran.
