Xi Jinping, Presidente della Cina (Ansa)
La Cina reagisce alla crisi innescata dal conflitto in Medio Oriente e dal blocco dello Stretto di Hormuz con una mossa che rischia di avere a sua volta effetti a catena sull’economia internazionale: ha deciso di bloccare le esportazioni di fertilizzanti e carburante per aerei per proteggere il mercato interno e garantire la sicurezza delle forniture. La decisione, riportata da fonti come Financial Times e Reuters, sarebbe stata presa dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, che ha invitato le aziende a sospendere le esportazioni. Si tratta del secondo intervento nel giro di poche settimane, dopo lo stop imposto alle raffinerie statali sulle esportazioni di carburanti.
Il peso della Cina in questi settori rende la misura particolarmente importante: è il secondo esportatore mondiale di fertilizzanti e uno dei principali fornitori di carburante per l’aviazione, per cui in un contesto così incerto Pechino vuole garantirsi gli approvvigionamenti interni, soprattutto per sostenere l’agricoltura e contenere i prezzi domestici. La scelta riflette però anche la vulnerabilità della Cina alla crisi nel Golfo: una parte importante delle sue importazioni energetiche passa proprio per Hormuz, rendendo necessario accumulare scorte e limitare le uscite.
Ma le conseguenze potrebbero toccare molti Paesi, tra cui India, Australia e Vietnam, che dipendono dalle forniture cinesi, e c’è pure il rischio di un aumento dei prezzi e una riduzione della disponibilità di risorse fondamentali per agricoltura e trasporti.
