Guerra Iran (Foto: Ansa)
Intervenuto sulle pagine de ilSussidiario.net, il docente esperto di economia e finanza islamica Rony Hamaui ha ragionato sulla guerra in Iran, mettendo al centro della sua riflessione l’attuale strategia (per certi versi lacunosa) degli Stati Uniti, con Trump che sembra aver mosso un conflitto dal quale ora non sa bene come uscire, ma che deve vederlo obbligatoriamente come vincitore per non perdere completamente la sua facciata politica interna e internazionale.
Proprio Hamaui, infatti, spiega che Trump “non può perdere” la guerra in Iran soprattutto per due motivi, tra quello “interno” che ci parla delle elezioni mid-term in cui “non può presentarsi sconfitto” e quello – forse più importante – esterno, secondo il quale “una sconfitta (..) metterebbe contro di lui tutti i Paesi del Golfo, alleati storici” che non hanno mai mancato di investire “montagne di denaro per ricevere in cambio difesa e armi”.
Non è un caso – ricorda ancora Hamaui – che Trump stia accumulando “migliaia di marines” nell’area, preparandosi a un’azione per ora ignota: potrebbe trattarsi di una vera e propria invasione per “sequestrare il materiale nucleare iraniano”, oppure – ben più probabilmente – a un’azione di conquista dello Stretto di Hormuz; con la certezza, in ogni caso, che “qualcosa verrà fatto” e dovremo solo attendere per capire cosa.
