Operazioni di stoccaggio del gas in Repubblica Ceca (Ansa)
In piena crisi energetica per la guerra in Iran, l’Unione europea valuta nuove misure sul gas che stanno però sollevando forti critiche. Il commissario Ue all’Energia Dan Jorgensen ha suggerito agli Stati membri di ridurre sia i livelli di stoccaggio sia la domanda interna di gas, per scongiurare tensioni sui prezzi e fenomeni speculativi.
In particolare, Bruxelles propone di portare gli stoccaggi intorno all’80% della capacità, evitando la tradizionale corsa agli approvvigionamenti primaverili, e di introdurre una generica “flessibilità” nei consumi per contenere la richiesta, ma queste indicazioni sono state giudicate da diversi analisti come controproducenti e rischiose.
Gli stoccaggi sono fondamentali per la sicurezza energetica dell’Europa, arrivando a coprire tra il 25% e il 30% dei consumi invernali, per cui ridurne i livelli potrebbe esporre i Paesi a gravi difficoltà nei mesi più freddi. Il paradosso è che durante la crisi ucraina l’Ue aveva imposto l’obbligo di riempire i depositi fino al 90%, proprio per prevenire shock energetici, invece ora si suggerisce una linea opposta, in un contesto peraltro ancora più instabile.
Il rischio maggiore riguarda il prossimo inverno, perché alcuni Stati, a partire dai Paesi Bassi, presentano già livelli di stoccaggio molto bassi, quindi rischia carenze di gas e aumenti di prezzi.
