Palazzo di giustizia (Foto: Ansa)
A Napoli è stato assolto un uomo di 65 anni accusato di aver violentato una donna e in quell’occasione di averle trasmesso l’HIV. Come vi segnalavamo ieri su IlSussidiario.net la vittima è purtroppo venuta a mancare nel 2017 ma alla fine il tribunale non ha condannato lo stupratore, assolto dal reato di omicidio volontario nonostante fosse considerato “l’untore” (tra l’altro avrebbe trasmesso il virus anche ad un’altra donna).
Per la corte di Napoli il fatto non avrebbe costituito reato anche se bisognerà attendere almeno 40 giorni per comprendere meglio le motivazioni. La vicenda è venuta alla luce nel 2017 quando appunto una donna perse la vita a casa dell’Aids. A seguito di indagini è emerso che la vittima – originaria della Polonia – arrivò in Italia nei primi anni 2000, accolta in casa dal 65enne di cui sopra e dalla moglie. Proprio nel corso di quella permanenza durata due anni l’uomo abusò della polacca in maniera ripetuta e alla fine la polacca contrasse l’HIV.
La vittima non ha mai proferito parola fino a che, in punto di morte, ha appunto deciso di raccontare la verità. Purtroppo il reato presunto di violenza sessuale è caduto in prescrizione, mentre per quello di omicidio volontario c’è stata l’assoluzione: di fatto, per il giudice, il 65enne non era a conoscenza della sua malattia, cosa che invece ha contestato apertamente la procura, dicendosi certa che il presunto stupratore fosse consapevole del suo stato fisico di untore.
