La base USA di Sigonella (Ansa)
Nelle ultime ore si è ampiamente parlato del responso negativo da parte del ministro Guido Crosetto all’uso della base militare statunitense che si trova a Sigonella per le operazioni legate alla guerra in Iran, già protagonista – la base siciliana – nel 1985 del famosissimo scontro diplomatico tra Roma e Washington, richiamato in alcune ricostruzioni giornalistiche e prontamente smentito dallo stesso titolare del dicastero sulla Difesa.
Procedendo per ordine, secondo quanto si è appreso in queste ore, da Roma è arrivata una risposta negativa alla richiesta statunitense di far brevemente atterrare alcuni aerei militari a Sigonella, pronti (probabilmente dopo un rifornimento di qualche tipo) per raggiungere quelli già operativi nel teatro iraniano: una decisione che era già stata annunciata dal Parlamento qualche giorno fa e che è stata semplicemente riconfermata in queste ore, in seno – appunto – a una richiesta da parte di Washington.
Dopo le ricostruzioni giornalistiche che vedevano nei diniego all’uso della base di Sigonella una nuova possibile crisi diplomatica, però, il ministro Crosetto ha chiarito che la decisione sarebbe stata presa nel pieno rispetto degli accordi stipulati con gli USA e la NATO: seppur la base, infatti, sia sempre aperta per qualsiasi esigenza logistica, lo stesso vale nel caso in cui si tratti di esigenze militari, con il Parlamento che deve riunirsi e – di volta in volta – dare il suo via libera formale.
