Super El Nino (web)
Sembrano essere (a dir poco) catastrofiche le previsioni per l’arrivo del cosiddetto Super El Nino – dove “super” è un’aggiunta strettamente mediatica per far capire la portata del problema – che sta già iniziando a far sentire i suoi effetti in queste ultimissime fasi dell’estate e che entrerà nel vivo della sua attività solamente durante l’inverno: un fenomeno meteorologico normale e già noto, ma che si aggiunge al già galoppante riscaldamento globale, rischiando di rendere vani gli sforzi fatti fino a questo momento per combattere l’aumento delle temperature terrestri.
Complessivamente, a livello teorico – dato che è impossibile avere certezze sul tema -, il Super El Nino dovrebbe comportare un prolungato aumento delle temperature delle acque oceaniche sudamericane (tanto che attualmente abbiamo già raggiunto i 10 gradi subsuperficiali in aumento rispetto alla media) e un’inversione della circolazione atmosferica: l’effetto principale sarà quello di “invertire” le stagioni della siccità e delle piogge in Sud America e in Asia, con tutto ciò che comporterà a livello di colture agricole.
D’altra parte, però, l’eccezionale durata di Super El Nino comporterà anche un’altra serie di effetti attualmente imprevedibili e potenzialmente gravissimi: secondo gli esperti, infatti, il rischio è che già nei primi mesi del 2027 raggiungeremo (e, forse, supereremo) quell’aumento di 1,5 gradi nelle temperature terrestri, superando quel limite ultimo che i climatologi ritengono soglia ultima per il riscaldamento globale.
