Kristalina Georgieva, presidente del FMI (Foto: ANSA-EPA/GIAN)
Il Fondo Monetario (FMI) lancia un allarme sull’economia mondiale, avvertendo che l’attuale crisi energetica potrebbe trasformarsi nella più grave dei tempi moderni. A preoccupare è soprattutto il conflitto iraniano, che coinvolge le forniture di petrolio e gas e aumenta l’incertezza sui mercati.
Secondo FMI, in uno scenario severo, con rincari energetici persistenti, si potrebbe scivolare verso la terza recessione della storia, con crescita intorno al 2% e inflazione oltre il 6%, ma lo shock potrebbe innescare effetti a catena: dall’aumento dei tassi al maggiore indebitamento pubblico, senza trascurare il rischio di instabilità sociale, soprattutto nei Paesi più vulnerabili. Per quanto riguarda l’Italia, si prevede un rallentamento del Pil a +0,5 per quest’anno e il prossimo, per cui c’è un taglio di 0,2 punti percentuali, nell’ipotesi che la guerra abbia una durata limitata.
Il messaggio è chiaro: anche in caso di tregua, i danni sono già visibili e la ripresa sarà lenta: senza un rapido allentamento delle tensioni, l’economia mondiale rischia una fase prolungata di bassa crescita e alta inflazione.
