Salah al Din Road, Striscia di Gaza, febbraio 2024 (Ansa)
È gravissima la perdita di capitale sociale, civile e umano che si registra a Gaza dopo il lungo conflitto – non ancora del tutto finito – contro Israele, stimata proprio in queste ore da Oxfam in un rapporto che vuole mantenere acceso un riflettore sulla causa palestinese, ormai soppiantata dal resto delle crisi geopolitiche che si susseguono nel mondo: una perdita stimata in addirittura 71,4 miliardi di dollari uro, cifra necessaria per ricostruire – secondo Oxfam – la Striscia palestinese.
Non solo, perché oltre alla cifra, Oxfam ritiene anche che serviranno circa 10 anni di lavoro ininterrotto per arrivare solamente al ripristino di “condizioni minime di funzionamento economico e sociale” a Gaza, restituendo una qualche dignità ai 2 milioni di sfollati che attualmente vivono in tende arroccate sopra alle macerie dalle loro città : la civiltà palestinese, infatti, a causa della distruzione è tornata indietro nel tempo – dal punto di vista dello sviluppo sociale – di almeno 70 anni.
I 71,4 miliardi stimati da Oxfam per la ricostruzione di Gaza sono, inoltre, nettamente maggiori rispetto a quei 53,2 miliardi stimati diversi mesi fa da Interim Rapid Damage and Needs Assessment: la cifra, infatti, è dettata dai 57,9 miliardi necessari per la sola ricostruzione fisica delle infrastrutture distrutte, alla quale sono state aggiunte anche le perdite economiche, con l’economia palestinese che si è contratta – addirittura – dell’84% dall’inizio del conflitto.
