La prospettiva di una soluzione politica al conflitto israelo-palestinese torna al centro del dibattito in un momento nel quale il modello dei due Stati appare sempre più difficile da realizzare. È da questo nodo che prende le mosse l’incontro “Israele-Palestina: esiste un’alternativa al conflitto?“, in programma oggi al Meeting di Rimini 2026. Anche se considerata da molti ormai superata, l’ipotesi dei due Stati deve essere definitivamente accantonata o merita ancora di essere valutata?
L’appuntamento, che è in programma alle ore 15 all’Auditorium Intesa Sanpaolo D3 della Fiera di Rimini, sarà trasmesso in diretta su IlSussidiario.tv. A confrontarsi Olivier Roy, docente all’Istituto universitario europeo di Firenze e consigliere scientifico di Middle East Directions del Robert Schuman Centre for Advanced Studies, con Joseph Weiler, University Professor alla NYU Law School e Senior Fellow del Center for European Studies di Harvard. Ad aprire l’incontro Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS.
Non si tratta di cercare un nuovo assetto politico: sul tavolo c’è infatti una domanda più ampia, cioè quale prospettiva può essere immaginata per una convivenza tra israeliani e palestinesi se le formule finora considerate non sembrano più sufficienti a interrompere la spirale del conflitto. La discussione si inserisce così nel confronto sulle diverse possibilità che vengono avanzate per affrontare una situazione nella quale il quadro politico appare mutato.
Proprio per questo, l’incontro non parte dalla certezza che la soluzione dei due Stati sia tramontata del tutto. Al contrario, la proposta è quella di rimettere in discussione anche ciò che sembra ormai superato, verificando se quella prospettiva conservi ancora un significato politico oppure se sia necessario guardare altrove. È questo il passaggio che distingue il confronto da una semplice ricognizione delle ipotesi sul futuro del Medio Oriente.
La presenza di Roy e Weiler permetterà di affrontare il tema con competenze diverse, invece Scholz accompagnerà il confronto su una questione che continua a interrogare la politica internazionale: è possibile immaginare una soluzione diversa dalla permanenza del conflitto?
