Palazzo del Quirinale visto dal Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale, Roma, 29 Gennaio 2024. ANSA/GIUSEPPE LAMI
La riunione del Consiglio Supremo di Difesa al Quirinale non è stata solo l’occasione per valutazione strategica della situazione internazionale dopo lo scoppio della guerra in Iran, ma anche uno snodo politico: lo spiega Stefano Bressani su IlSussidiario.net. Ritiene, infatti, che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella abbia fissato alcuni “paletti” alla linea del governo di Giorgia Meloni, riaffermando il ruolo di garanzia del Quirinale nella gestione della politica estera e della sicurezza.
Il lungo comunicato diffuso dopo la riunione, tra formule prudenti e istituzionali, avrebbe avuto proprio lo scopo di chiarire la posizione dell’Italia in questa fase di forte tensione internazionale: ogni passaggio della nota per Bressani è stato calibrato per scongiurare interpretazioni che potevano far temere una deriva semipresidenzialista o un intervento diretto del Capo dello Stato nell’azione governativa.
D’altra parte, la convocazione del Consiglio Supremo di Difesa avrebbe rappresentato un segnale politico preciso: ribadire che l’indirizzo della politica estera e della difesa deve restare dentro il confine costituzionale, per cui in una fase segnate da crisi internazionali e da un dibattito interno acceso, alla vigilia poi del referendum giustizia, il Quirinale ha voluto riaffermare il suo ruolo di equilibrio.
