L'Unione Europea (Foto: Ansa)
Il Parlamento europeo ha approvato la nuova direttiva anticorruzione, che introduce per la prima volta standard minimi comuni per la definizione e la repressione dei reati di corruzione in tutta l’Unione europea.
L’obiettivo è armonizzare le legislazioni dei 27 Paesi membri, rendendo obbligatoria la punibilità di una serie di condotte, tra cui corruzione pubblica e privata, traffico di influenze, appropriazione indebita e ostruzione alla giustizia, ma la direttiva rafforza gli strumenti investigativi e introduce sanzioni più omogenee.
Uno dei punti più discussi riguarda però l’introduzione obbligatoria del reato di “esercizio illecito di funzione pubblica”, ritenuto nella sostanza equivalente all’abuso d’ufficio, perché tira in ballo l’Italia, che lo aveva abolito due anni fa.
Una volta che la direttiva sarà definitivamente adottata, gli Stati membri avranno circa due anni per recepirla, e ciò costringerà l’Italia a reintrodurre la fattispecie penale analoga, ma non si tratta necessariamente di un ritorno automatico dell’abuso d’ufficio, perché il governo italiano potrebbe lavorare a una norma simile con margini di adattamento.
