Donald Trump e Xi Jinping, vertice Usa-Cina in Corea del Sud (ANSA-EPA 2025)
La sfida tra Cina e Usa si gioca sempre più su un terreno economico e geopolitico intrecciato, e il tempo diventa decisivo, come evidenzia Mauro Bottarelli nell’analisi su IlSussidiario.net. Il presidente cinese Xi Jinping si trova a gestire una fase complicata, tra rallentamento della crescita, tensioni globali e incertezza sulle mosse dell’amministrazione Trump: uno dei nodi principali è il Pil che mostra segnali di fragilità , soprattutto sul fronte della domanda interna.
La crescita, pur restando positiva, sembra meno dinamica rispetto al passato, invece il modello economico fatica a trovare nuovi motori in grado di sostituire esportazioni e investimenti pubblici. A questo si aggiungono la crisi nel Golfo e le tensioni energetiche che incidono sui mercati, creando opportunità e pericoli per Pechino, che importa energia.
Il confronto con gli Usa resta però il fattore più importante: l’eventuale ritorno di politiche protezionistiche o di nuove tensioni commerciali sotto la guida di Trump è una minaccia per l’economia cinese, quindi la Cina deve rafforzarsi al suo interno prima che lo scenario internazionale diventi ancora più ostile. La capacità di bilanciare questi due aspetti determinerà il futuro equilibrio tra le due principali potenze mondiali.
