Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, con Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia (Ansa)
Il governo apre alla possibilità di sospendere il Patto di stabilità , o almeno di renderlo più flessibile, per affrontare il caro energia: la richiesta è comparsa nella risoluzione sul Documento di finanza pubblica approvata da Camera e Senato dopo una trattativa serrata con il Ministero dell’Economia. Il passaggio in questione riguarda l’ipotesi di attivare clausole di salvaguardia e avviare un confronto con l’Ue per riconoscere il carattere “eccezionale” della situazione; in alternativa, si punta a ottenere margini per deviare dal percorso di spesa concordato con Bruxelles.
Proprio Giorgetti, intervenendo in aula, ha richiamato alla prudenza: “Un Paese indebitato non è totalmente libero”, ha sottolineato, ricordando come l’alto debito pubblico limiti le scelte economiche. Il ministro ha difeso anche l’adesione al nuovo Patto di stabilità, ritenuto meno penalizzante rispetto al precedente. Per quanto riguarda la richiesta di flessibilità sulle spese energetiche, il governo vorrebbe trattarle in maniera simile a quelle per la difesa, già escluse in parte dai vincoli europei, ma ottenere questo via libera non sarà semplice.
Dal fronte delle opposizioni sono arrivate critiche dure: il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha attaccato l’esecutivo accusandolo di aver fallito sugli obiettivi di deficit e di aver presentato una manovra inefficace, invece il governo rivendica stime “realistiche” sul Pil, evitando previsioni ottimistiche per giustificare maggiore spesa.
