Felice Maniero (Foto: dal web)
Concluse le indagini ed emessa la sentenza definitiva contro l’ultimo (o presunto tale) dei fiancheggiatori economici della Mala del Brenta, è scatto – proprio in queste ore – un maxi sequestro per circa 2 milioni di euro riconducibili alle attività illecite condotte dall’ex boss Felice Maniero, tornato in libertà – dopo aver scontato la sua pena – nel 2010 e nuovamente arrestato nel 2019, prima di finire nuovamente in manette e – dal 2023 – trasferito in una casa di riposo a causa di una grave forma di depressione che ha impedito il proseguo dei processi a suo carico.
Nonostante l’arresto dell’ex boss della Mala del Brenta (che risale al 1980) e il suo pentimento nel 1995, però, le indagini sulle sue attività illecite non si sono mai veramente interrotte, tanto che gli inquirenti sono riusciti a risalire a un soggetto – attualmente anonimo – che negli anni ha svolto l’attività di riciclaggio del tesoretto accumulato dall’associazione a stampo mafioso, stimato in circa 2 milioni di euro complessivi.
Con la condanna definitiva del soggetto anonimo, gli inquirenti sono riusciti anche a mettere ufficialmente le mani su quel tesoro accumulato – e riciclato – dalla Mala del Brenta: complessivamente, i beni confiscati sono stati quantificati in due immobili, cinque auto, numerosi gioielli, alcune opere artistiche e liquidità (90mila euro e altri gioielli, soprattutto orologi) conservate in diverse cassette di sicurezza bancarie.
